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Milano, fra le 19:04 e le 19:05 di un giorno qualunque

17 maggio 2010

In quel preciso momento nel civico 36 della rotonda piazza Novelli a Milano sotto la doccia del suo appartamento all’interno 4 Selene si stupiva di quanto fosse ancora florido il suo seno nonostante i suoi primi cinquant’anni: pensò che fosse l’aver lasciato il marito due anni prima il segreto di due poppe così sode. All’interno 6 invece Federico si stava dedicando con intensità ad una delle seghe più belle della sua vita, eiaculando a fiotti sulla foto di Elisa dopo aver pensato al suo bel corpo di lei che veniva esplorato per la prima volta da Stefano, lo studente di medicina fuori corso per cui la giovane lo aveva lasciato appena un mese prima. All’interno 7, sempre nello stesso istante, una coppia di trentenni, Loriana e Giulio, litigava per chi dovesse pulire il bagno, ma in realtà era altro quello per cui volevano chiarirsi: il fatto che Giulio non volesse figli. Nel momento in cui sferragliò il tram numero 29 in corso Vercelli non era passato neanche un minuto da tutto ciò e Francesco, senza aver lasciato alcun biglietto, si stava suicidando impiccandosi nella sua stanza dell’interno 12 del civico 2 di Largo del Carrobbio, sempre a Milano. Senza che nessuno potesse fermarlo.

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